Neve. [GF 2003.01.30] Alzati o Uomo, chč l'oggi ti aspetta. Attende i tuo sangue e il tuo tempo e ti ripagherą solo con un domani. Un nuovo oggi. Nuovo tempo e nuovo sangue. Partecipa alla danza della Vita e cambiane il corso, chč tu solo puoi. Con la lama della Morte la Vita prende forma: non come un fiume seguiamo il nostro letto, ma fuggendo scaliamo e scalando conquistiamo le vette. La curiositą scalza la fame dal trono del Perchč, e genera risposte. Veritą e Fantasia, sorelle gemelle, si sfidano a rispondere, giocano a scambiarsi la maschera, e ci chiamano alla creazione, mimica occupazione per piccole divinitą. Narrami, o Uomo, dell'abisso che sprofonda dentro di me, del canto suadente del vuoto e del fascino misterioso di Madre Guerra. Si nutre di noi e ci mangia, come il sole ci acceca, non si lascia guardare senza togliere. Ha il sapore di ferro delle ferite. E dopo non lascia che silenzio, storpi e ricordi. Con un sorriso salutiamo i nuovi nati, con lacrime li congediamo da noi. E quando nevica sul fango, scopriamo con meraviglia che basta poco per rendere tutto questo un po' meglio.