caro babbo, ho trenta anni e sto diventando un uomo. lavoro e ho una ragazza. i miei amici mi vogliono bene. la mia vita va avanti tra le cose di tutti i giorni. chi ti ha conosciuto, dice che ti assomiglio. nella faccia, negli occhi. nella forza e nella debolezza. era tanto tempo che non piangevo come un bambino, e come un bambino ti scrivo, per dirti che sono un uomo. e che mi manchi. mi manchi come un padre che non c'è più. ogni tanto ti cerco nello specchio e indovino le tue linee nelle mie. avrei tanto da chiederti ma immagino che è tardi. il poco che ho potuto sapere di te mi guida, a volte in positivo, a volte no. imparo. cresco. un po' anche per te, che forse sognavi una vecchiaia, i nipotini, e la campagna. non so dove sei ora. non so cosa ci sia dopo. io ti tengo qui, con me, e ogni tanto ti penso. penso alla tua storia, ai tuoi errori e ai tuoi successi. ci cerco te. e me. ciao babbo. mi manchi. giacomo [2004.10.05]