Senza di te nulla sono [GF - 2005.04.17] sono contento di leggere le meraviglie dell'uomo. torno ottimista. gli scrittori salveranno il mondo. con le loro storie, i loro ReFusi, i bambini verdi e le nuvole da combattimento. e anche le foto di Parigi di uno sconosciuto. mi fanno sentire vicino a te, mia cara Marghe, mio amore. il mondo ti ferisce con le sue spine, e ti delizia col le sue onde. e nulla di quanto sta tra te e me può impedire quest'attrazione. sogno di scrivere e fotografare e fare film e dipingere e suonare. sogno di abbellire la vita con un segno. mio. nel frattempo mi diletto in un lavoro che è tutt'altro. perchè d'arte solo pochi vivono, e spesso non i migliori. e intanto il tempo passa, le idee di questa mattina impallidiscono e perdono l'inspirazione. l'arte va e viene come la marea, ma con tempi irregolari. e nulla può farla venire o andar via: il mio compito è solo fermarla per un attimo. per sempre. su questo foglio. leggere di altri me, liberi uomini e donne, che si raccontano con petali di letteratura, mi accompagna e mi consola, lambisce le ferite che il telegiornale squarcia in me. sentire vicino lo sconosciuto è una delle sensazioni più potenti e sorprendenti che possono capitare. e niente rappresenta meglio il senso dell'uomo e della segreta fratellanza che ci unisce. sento di essere tuo fratello e non ti conosco. ma conosco me. e per me ti conosco. con la sicurezza del gemello. con la compartecipazione della madre che guarda un pezzo di sè in una culla. la forza e la tristezza si affrontano per strada, ogni volta che incrociamo il nostro sconosciuto fratello e gli passiamo oltre, ignorandolo. la città mi affascina per il suo essere luogo di incontro, spesso inospitale, angusto e cattivo, ma comune. la prigione dei nostri cuori è nella fila al semaforo, più che nelle celle. guardo sempre di nascosto i miei compagni, vicini di cella. mi guardo di nascosto. o dalla finestra affacciata sul corso. pressate nello spazio e nel tempo, le correnti umane del sabato pomeriggio disegnano arabeschi di sguardi: ritagli di interesse per l'altro affiorano, spesso conditi dalla brama lussuriosa che accende le carni adolescenti. più tardi stanche anche di questo, ove non abbiano trovato soddisfazione nella ripetizione ritmica del più vecchio movimento. trovo appagamento nella conferma di non esistere solo nei confini di queste mie membra, ma in te, che respiri e parli, e mi seppellirai. mangiami. diventa me e fammi diventare te. inquinami, copiami, invadimi, corrompi la mia integrità sterile. allaga la mia vacuità silenziosa e fammi risuonare del nostro essere comune. la natura è perfetta e solo l'uomo la corrompe e la completa. l'errore siamo noi, e noi il rimedio. noi i cacciatori e noi le prede. in balia di noi stessi impariamo a sopravvivere e a estinguerci. aspettiamo la fine con la mente piena di progetti, e mentre il mio tempo passa per sempre, io lo impiego a scrivere il nulla che mi segue e mi ha partorito. e questo nulla mi lascio dietro. senza di te nulla sono.