venerdi 2004.07.23 ------------------------------------------- [GF] sul colle ch'è seduto in mezzo al verde, e spia lo mare nostro di lontano, celata dove l'occhio più si perde, s'apre la ripa ch'io conosco, e amo. la villa che racconto è casa mia, ed essa in ghingheri s'appresta, ci torno spesso, e spesso vado via, a preparare tosto la mia festa. in mezzo a questi grappoli di foglie ed ombre di meriggia contadina, se il tempo l'occasione non ci toglie, vorrei lasciar che tutti ci s'avvina. la scusa, ch'è solo un vil pretesto, per l'adunanza dell'amici mia, è un fatto ch'a dire io m'appresto, anche se a dirlo cala l'allegria: la candelina è il tema della festa, e resterà finch'io non l'abbia spenta, purtroppo non da poco è più la sesta, ma viene tanto dopo, quanto trenta. ed ora il tema grato alla mia gente, che cerca nella gioia della gola riscatto dall'ufficio deludente, e nella libagione si consola: vi offro un pasto, un canto ed un bicchiere, un posto per godere con gli amici, e se non li conosci glie lo dici, chè il vino t'offre sempre il suo mestiere. il tempo scorre sempre tale e quale, spetta a noialtri farne una gran festa, entro quel giorno che ebbi a dì natale hai l'occasione buona: è questa!